Vietata la copia

Proporzioni spirituali

La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori .
J.S.Bach

Johann Sebastian Bach

La musica del grande genio tedesco è una delle più utilizzate nel campo della musicoterapia, perché ispirata direttamente al linguaggio del mondo naturale. Universalmente considerato uno dei più grandi geni nella storia della musica, le sue opere sono opere ineguagliabili per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi e per bellezza artistica.

Forse molti non sanno che il linguaggio di J.S. Bach è forse il più analizzato nella musicoterapia, per rispondere a molte sintomatologie inerenti l’ansia, il dolore, la gioia.

La ricerca spirituale di Bach parte molto prima dell’idea e della prassi compositiva; la avvolge e allo stesso tempo la integra.

Per il compositore, la musica nella sua interezza (suono, risonanza, vibrazione, tensione, ritmo, voce) rappresentava un valore assoluto in grado di elevare la volontà dell’essere umano.

Fu lo stesso Martin Lutero ad analizzare il carattere simbolico dell’arte suprema, in una lettera del 1530 e rivolta all’amico e musicista Ludwig Senfl.

Scriveva Lutero;

“ Chi disprezza la musica, come fanno tutti i fanatici, non può concordare sul fatto che essa sia un dono di Dio e non degli uomini; essa scaccia il maligno e rende felici ”.

Quando il pensiero filosofico si trasforma in praxis, il naturale corso dell’evoluzione razionale viaggia in parallelo con la sperimentazione umana. Ed è così che una grande letteratura scientifica cerca di individuare quali musiche siano più adatte, a volte più dei farmaci, per la cura curare di alcune patologie.
Alcuni di questi studi vengono effettuati su persone soggette a gravi stati d’ansia. 
Alla luce di queste ricerche, emerge ancora una volta come la musica, sia quella moderna che classica, in particolare di Mozart, Bach e Verdi ealtri grandi compositori, riduce la necessità di farmaci ansiolitici e antidolorifici.

Uno studio condotto alla fine del 2018 ha scoperto che il linguaggio armonico inventato da J. S. Bach trova radici proprio nel linguaggio della natura.

Aria sulla quarta corda

Cantata 169

Il concetto di fluttuazione 1/f, com’è stato identificato dai fisici matematici, fa riferimento a una decodificazione delle esperienze sonore, prese direttamente dalla conoscenza del mondo naturale, di cui anche il cervello umano è uno strumento. L’invenzione e l’utilizzo di parti musicali figuranti il movimento del corpo, costituiscono la struttura di una sonata, una sinfonia e rappresentano la massima fusione dello spirito umano nei confronti dei linguaggi naturali dell’universo.

La Sonata numero 2 per solo violino (BWV 1003) o la Cantata (BWV 169), rappresentano la chiara vocazione di Bach di portare la musica fuori dalla dimensione temporale, fuori dalle cattedrali e fuori dal sistema al quale erano riservate. Tutto avviene secondo un principio di ordine primigenio basato su modelli essenziali, spesso geometrici nella forma fisica, talvolta ridotti all’estremo ma pronti a germogliare come semi, fino a diventare vigorosi arbusti, descritti da un discorso musicale, tanto fluido e naturale da risultare semplice e spontaneo.

Toccata e fuga in RE minore

Matematica e musica

Paperino e la matemagica

Bach e l’ordine matematico dell’universo

La musica di Bach è più vicina alla perfezione matematica di ogni altra musica. Egli, in alcune sue opere, utilizza in maniera sistematica trasformazioni geometriche che stravolgono, invertono, dilatano il tema musicale.

Il seguente video fonde l’opera di Bach L’arte della fuga”, con alcuni dei set del matematico francese Benoit Mandelbrot, una sorta di iterazione all’infinito. Il video è stato chiamato, in modo curioso, MandelBach”

 

Mandelbrot Zoom: “Bach, Fractals, and The Art of Fugue

Diversi studiosi si sono occupati dell’analisi delle tecniche compositive di Bach da un punto di vista matematico. I risultati sono incredibilmente interessanti: Bach usava metodi assimilabili ad algoritmi.  A partire da un tema – cioè da una breve serie di note – attraverso la tecnica del contrappunto, Bach lo replicava, in tutto o in parte, applicando opportune variazioni.

Una trasformazione classica è il canone ,ovvero lo spostamento nel tempo,  la ripetizione del tema iniziale mediante una seconda voce che unisce a una melodia una o più imitazioni, che le si sovrappongono progressivamente e sono sfasate rispetto alla prima.

Anche l’inversione è una tecnica contrappuntistica, che consiste nel suonare lo stesso tema originale, ma al contrario. Così, ad esempio, se una voce recita il tema e la seconda ripete lo stesso tema al contrario e spostato nel tempo, avremo un canone inverso.

L’opera di Bach costituì la summa e lo sviluppo delle tendenze compositive della sua epoca. Il grado di complessità strutturale e la difficoltà tecnica di esecuzione della sua musica, resero la sua opera appannaggio solo dei musicisti più dotati e all’epoca ne limitarono la diffusione fra il grande pubblico.

In chiusura una citazione di Francisco Rodriguez Barrientos, che, a proposito di Bach, disse:

 

“ Nessun teologo è stato così convincente come Bach: se si guarda bene, tutte le dottrine teologiche hanno lasciato delle fessure attraverso le quale si possono sbirciare difetti e bassezze indegne di una divinità. A vedere un Dio così mal parato, l’incredulità e l’ironia sostituiscono la fede. Al contrario, la musica di Bach è un’estasi che crea e rende credibili gli Dei e l’Infinito ”.